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Pubblicato su AlbaniaNews del 15 maggio 2020

Caritas Svizzera è attiva in Kosovo dal dopoguerra in vari settori strategici per la ricostruzione del Paese. Oggi il Kosovo è un Paese Europeo che guarda con fatica e fiducia al futuro e per questo, l’investimento sulla prima infanzia è considerato strategico.

Il Ministero dell’Educazione del Kosovo a Prishtina ha lavorato attivamente in questi anni per includere i bambini più piccoli nel sistema educativo, tanto che il curricolo della scuola dell’obbligo include già la sezione 5 anni della scuola dell’infanzia. Una scelta che conferma quanto il giovane Stato abbia a cuore il proprio futuro.

Caritas Svizzera da più di un decennio contribuisce attivamente a questo percorso proponendo formazione al personale educativo ma anche equipaggiando le classi con arredi e giochi di legno, nel rispetto della tradizione di apprendimento attraverso il gioco che caratterizza buona parte della scuola Svizzera, di ispirazione froebeliana.

Il progetto SHPRESE (in albanese Speranza, acronimo di Setting High Quality Standards for Preschools Reinforcing Education, Science and Economy) rappresenta una innovazione in quanto si tratta di un cosiddetto progetto sistemico punto Esso Infatti affronta tutti gli aspetti legati alla frequenza delle bambine e dei bambini alla scuola dell’infanzia: la formazione del personale, la supervisione al lavoro di qualità, lo sviluppo di competenze professionali degli insegnanti, la qualità di giochi e arredi è più in generale dello spazio educativo. Tutto questo nel rispetto del curricolo nazionale del Kosovo, recentemente aggiornato.

Il coinvolgimento delle Università

Proprio come accade in molti paesi, soprattutto di recente Costituzione, la formazione del personale educativo nelle differenti facoltà di educazione delle università Kosovare, presenta alcune differenze sostanziali le quali finiscono per proporre percorsi di professionalizzazione diversi a seconda del territorio. Nondimeno, un insegnante che ottiene il riconoscimento da una facoltà, può insegnare in qualsiasi scuola dell’infanzia del territorio della Repubblica.

Da qui è nata l’esigenza di iniziare ad armonizzare il percorso formativo delle differenti facoltà, avvicinando quanto più possibile I differenti syllabus. Inoltre un elemento di qualità che è emerso dalle precedenti esperienze di Caritas Svizzera in Kosovo è la capacità di formare il personale allo sviluppo di attività pratiche da mettere immediatamente in gioco nelle classi prescolari. Viceversa le facoltà di educazione propongono un buon livello di formazione teorica. Ma la componente pratica appare ancora molto agli albori. Per questa ragione il progetto propone l’inserimento di esperienze pratiche nella formazione del personale basata su precedenti esperienze soprattutto centrata sul gioco, ma anche su altri approcci qualitativi all’educazione i bambini e delle bambine.

Le Università di Gjilan, Gjakova, Mitrovica e Prizren hanno già iniziato questo percorso che sfocerà in un documento unificato di armonizzazione dei curricoli, basato però su un approccio partecipativo. Infatti, il documento Sara discusso in incontri pubblici nelle diverse università, e saranno aperti a docenti, studenti e altre persone interessate al tema. L’obiettivo è quello di creare un percorso condiviso da una platea la più ampia possibile e creare così un approccio comune in tutto il Kosovo.

La formazione di coordinatori pedagogici

La qualità del lavoro che si sviluppa in ogni classe prescolare richiede una continua riflessione che parta dalle curiosità, dalle idee e, nei pensieri delle bambine e dei bambini. Forti di questa consapevolezza, i professionisti che hanno pensato il progetto hanno deciso di formare una dozzina di coordinatori pedagogici per portare opportunità formative e di supervisione al lavoro negli educatori di tutte le municipalità che hanno aderito al progetto.

Queste figure saranno formate attraverso quattro moduli di approfondimento già accreditati dal ministero dell’educazione. I moduli formativi affrontano le tematiche dell’osservazione, della documentazione, della progettazione educativa, degli spazi e dell’approccio basato sul gioco e sulle esperienze. Un’attenzione particolare è anche dedicata ai tempi della giornata educativa. La formazione ha una componente teorica è una pratica nel rispetto della filosofia dell’intero progetto.

La formazione degli educatori

È convinzione unanime della comunità pedagogica che la qualità professionale del personale educativo sia un elemento imprescindibile della qualità dei contesti prescolari. Per questa ragione lo stesso tipo di percorso che affronteranno i pedagogisti, Sara poi proposto a cascata con modalità molto simili al personale educativo che lavora nelle municipalità che hanno aderito al progetto. Si tratta di un lavoro a cascata molto prezioso perché permetterà contemporaneamente di portare avanti la formazione su un importante numero di figure educative.

La qualità degli spazi educativi

Il progetto articola al suo interno anche un grosso lavoro di produzione e distribuzione gratuita alle classi di scuola dell’infanzia di arredi e giocattoli educativi. Si tratta di una azione che Caritas Svizzera sviluppa da diversi anni e che ha permesso a tante classi di essere equipaggiate con il materiale necessario per lo sviluppo delle proprie attività didattiche punto va Considerato anche che dà sempre Caritas Svizzera ha fatto la scelta di produrre i materiali in loco.

Sono dunque aziende Kosovare quelle che producono i materiali per le scuole dell’infanzia, generando Un indotto economico ma soprattutto lo sviluppo di competenze nella produzione di materiali per l’infanzia, competenza che ogni produttore può liberamente continuare a sviluppare e a inserire nel mercato della Repubblica.

L'Istituto Pedagogico del Kosovo

L’Istituto Pedagogico del Kosovo è lo strumento governativo più importante per la ricerca e a qualificazione dell’offerta educativa nazionale. Si tratta di una istituzione fondamentale per la formazione e la consulenza. Per questa ragione Shprese collabora allo sviluppo di un piano di lavoro pluriennale, alla costruzione di un database per monitorare le scuole dell’infanzia e anche per la creazione di seminari annuali.

Come dimostrano le più recenti ricerche in ambito economico, l’investimento sulla prima infanzia risulta essere il più redditizio in termini di sviluppo futuro per una Nazione.

La speranza è che questo progetto possa rappresentare una occasione per costruire occasioni importanti di futuro per i bambini e le bambine del Kosovo.

#kosovo #balcani #caritas

Pubblicato su AlbaniaNews, 29 aprile 2019

A Korça, entro poche settimane, aprirà un centro per l’infanzia avveniristico, con attrezzature sportive, spazi per la musica e la creatività e perfino corsi di coding per bambini. A Tirana, a breve ogni quartiere avrà un parco giochi attrezzato con le più moderne attrezzature per il gioco e il tempo libero.

E questi sono soltanto due esempi delle esperienze in corso di pianificazione, a cura di UNICEF Albania, in collaborazione con le tante realtà locali (ed internazionali) interessate a contribuire alla creazione di opportunità per le bambine e i bambini albanesi.

La conferenza internazionale

l 31 di maggio, a Tirana (Hotel Tirana, in piazza Skanderbeg) si terrà la prima conferenza delle Città Amiche dei Bambini (Child-Friendly Cities) in Albania. Sarà l’occasione per definire il concetto generale di città amica dei bambini, quali caratteristiche deve avere, quali servizi offrire, quali opportunità di mobilità permettere, e soprattutto come deve essere pianificata.

La pianificazione urbana di una moderna città, infatti, deve partire proprio dall’infanzia.

Bambine e bambini sono portatori di diritti, come afferma la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Infanzia, approvata a New York nel 1989. Nel solco della Dichiarazione sta la pianificazione urbana che sarà discussa a Tirana. Le componenti principali non possono prescindere da un focus sulla prima infanzia per il quale è stata invitata la realtà più avanzata al mondo (Reggio Children, nella persona della Presidente, Claudia Giudici) e un altro focus sulla tecnologia e l’innovazione, che sarà curato dalla Direttrice del famoso Centro Navet di Boras, Svezia, vincitore di numerosi premi legati all’educazione dei bambini alla Scienza attraverso il gioco.

La pianificazione urbana sarà al centro della riflessione proposta da Tim Gill, ricercatore, autore, personaggio televisivo inglese (Rethinking Childhood), il quale racconterà del proprio lavoro di indagine sulle buone pratiche delle città nel mondo. Guillermo “Gil” Penalosa, esperto canadese di città amiche dei bambini, arricchirà la riflessione orientando i pensieri verso il tema della mobilità sostenibile. E proprio il concetto di sostenibilità sarà al centro dei workshop pomeridiani, offerti ad insegnanti ricercatori, educatori e altre professionalità impegnate ad offrire a bambine e bambini le opportunità di cui hanno diritto.

Le città albanesi amiche dei bambini

UNICEF Albania considera la conferenza come un momento di avvio di un percorso di concettualizzazione delle città albanesi.

Korça

Korça ha da tempo iniziato un concreto lavoro che, oltre al centro per l’infanzia, vedrà la nascita a breve di ristoranti e hotel amici dei bambini. Si tratta di un lavoro che UNICEF e il Municipio di Korça hanno da tempo iniziato, con il sopporto concreto del sindaco Sotiraq Filo e dei suoi più stretti collaboratori. I ristoranti di Korça proporranno progressivamente spazi e materiali per intrattenere i bambini, e si renderanno sempre più accessibili ed inclusivi attraverso un percorso di lavoro atto ad offrire ai loro giovani cittadini, ma anche ai tanti turisti, spazi di ristorazione amici dei bambini. Il processo proseguirà poi con gli hotel della città.

Tirana

Tirana ha messo al centro della propria prima azione child-friendly la creazione di parchi, per i quali è stata creata una apposita unità di lavoro. La città sta recuperando spazi urbani precedentemente inutilizzati, per crearvi parchi gioco attrezzati con le più innovative opportunità non solo di gioco ma anche di incontro, inclusi anfiteatri, che alla mattina vengono già messi a disposizione delle scuole o delle opportunità educative cittadine.

Altre città si stanno affacciando al percorso con grande interesse, e la conferenza di Maggio sarà una occasione per creare un tessuto comune albanese di città amiche dei bambini.

UNICEF Albania vuole, con questo progetto, sostenere l’implementazione della Dichiarazione dei Diritti del Bambino attraverso attività concrete, che partono dalle città e dalle comunità locali, per giungere ad ogni bambina e bambino, riconoscendo loro il diritto alla costruzione del proprio futuro a partire proprio dal concetto di cittadinanza.

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